Pesce d’aprile. Bello scherzo.Tuttx animali. Tuttx bestie. Quelle sacre!
Come al solito a battere il tempo in carcere sono i suoni.
È mattino, lo sento prima di vederlo, altrx in cella, lo annunciano:”sono gli sbirri”
Io lo penso quasi istintivamente, non so perchè, o forse lo so, va in quella direzione, quello della palestra Lupo. È il suono di un elicottero. Un’ora insolita per un elicottero, difatti lo scordo, non guardo il tg locale.
Il lunedì 30: niente posta!
Il martedì 31:niente posta!
Mercoledì 1:posta arrivata, a cose fatte, quasi 10 lettere, tutte insieme. È il gioco di pervertire le emozioni, non faccio in tempo ad immaginare lx compagnx strettx, che nella lettera dopo mi dicono.”questa notte hanno sgomberato”. Che io ci sia o meno conta relativamente, è una mazzata perchè la L.u.p.o per me è casa, non la seconda casa, la L.u.p.o è la casa. Quella dove collettivamente anime diverse hanno praticato la pericolosa autogestione. E no, non scherzo stavolta. L’autogestione è pericolosa, perchè fa vacillare l’ordine costituito, trema tutto, e lo fa dalle fondamenta. Non c’è profitto, ci sono anni di fuga da logiche capitaliste, e questo lo sanno per bene le pance delle bestie comunali. Potrei citare tutti i progetti ed i cantieri a S. Berillo, alla Civita, a S. Cristoforo, le scelte visionarie di buttare giù gli archi della marina, le privatizzazioni della Timpa di Leucatia, della “mamma” Etna, del Simeto. Dopo aver distrutto la pescheria, diretti verso la fiera, la tappa alla L.u.p.o era d’obbligo. Un mostro bestiale, che tutto fagocita. Ma siamo in vena di scherzi,no? Ed allora scherziamo, o scherzano loro? Perchè come nel mezzo di una tragicomica nel processo dell’Op. Ipogeo, danni da 2 mila euro diventano, con un colpo di tacco. 1 mln di euro. Prodigio della tecnica! Prestigio di un cappellaio! Portano questo capolavoro in aula, ma non affrancano la marca da bollo. Beh. Sig giudice, siamo lo stato, chi è stato è stato, e chi è stato non è. “è chiaro il pensiero da fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce e come un pesce difficile da bloccare. Perché lo protegge in mare, com’è profondo il mare”.
Lampedusa, 19 mortx nella tratta della morte mediterranea, non si sa quantx lx dispersx, ipotermia ed inalazione dei fumi carburanti. Mortx!
Questi non hanno suono, qui non si sentono, né qui né altrove, questi sono solo cronaca di due min di vomitato giornalaio.
“Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche il pensiero è come l’oceano. non lo puoi bloccare, non la puoi recintare. Così stanno uccidendo il mare. Così stanno umiliando il mare. Così stanno piegando il mare”.
Ma che c’entrano le morti nel mediterraneo ad un’occupazione nel centro di Catania? Un sogno, perché abbiamo sognato, e siamo statx focolaio, poi virus causa d’infestazioni, infettx nelle vene e nell’aria, nei campi. C’hanno messo nuove zone rosse: le abbiamo bucate! Ora questo, per loro, il vaccino. Due op di polizia ed uno sgombero. Devo dire, un plauso alla borghesia locale nostrana, alle istituzioni, un plauso a tutte le f.f.o.o. Che dire, c’hanno svegliato da un sogno. Credono, loro tutti, che adesso imbracciamo la 24h – di cartone – ed andiamo a fatturare. La Milano del sud, sogno democristiano, e voi sporchx capellonx tagliate i capelli, lavate quei jeans, buttate le chitarre, che noi qui abbiamo dei corpi da affogare, poi sputare, nelle nostre rive. E tra un naugrafio e l’altro abbiamo anche spazio per gli aerei israeliani. E pure per quelli U.S.A. la regione col tasso di vuoto abitativo tra i più alti nel bel paese. E tra un paese che crolla ed uno che viene mangiato dal mare, mirabolante idea: facciamo un ponte. Ma non uno a caso, quello più lungo mai fatto. E voi smettete di aiutare chi aiutate, lx reclusx, dentro I carceri e dentro i cpr, smettete di stampare le vostre maglie sovversive, di creare spazi di vita nel quartiere, di fare sport senza denaro, di fare arte senza denaro, di fare festa senza denaro. Smettete di fare tutto! Mortx o in galera.
L’alternativa a questo è che tagliate i capelli, l’ho già detto, è che fatturate, o che fate fatturare.
Che noi qui abbiamo nuovi e vecchi padroni da assecondare.
“sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo stato come di ogni altro stato. Odio l’attuale ordine esistente e chi lo detiene; pertanto credo nella giustezza della violenza degli oppressi contro le proprie catene e contro chi le stringe” S.A.
Eccedenze di un mondo che non ci vuole. Sara, sandrone, punky mauri, kyriakos, il sole in un baleno! Ci sono crepe che infestiamo! Questa comunità di poche anime è il nemico n.1 dello stato. E non lo dico io! Lo dicono nei loro rapporti in tema di sicurezza interna. Io conto 10 prigionierx, più o meno, questo il pericolo eversivo che millantavano quei cappellai. Ma suvvia, siamo onestx, il problema è quello che sogniamo, e che I nostri sogni sono così belli da essere un pericolo. Ed allora io che da una galera non smetto, lo dico con la tenerezza di un ingenuo, sogno anche da questa branda.
Critica interna, quando tiro un sasso la mano non la nascondono. Ho stato io! In qualche altra riga ho detto: I nostri spazi sono vuoti!
E questo è dovuto a 2 fattori, il primo è che la galera ti cristallizza, ed è possibile che io sia rimasto a vecchi ricordi. Il secondo è che un po’ lo penso, almeno lo ricordo, la fatica che in pochx ci siamo spartitx per autogestire uno spazio.
“appena uno scrittore cerca di proteggere qualcuno, la scrittura diventa falsa. Sopratutto se la persona che sta proteggendo è se stessa. Cosa dirà chi mi conosce che ho certe cose nella testa? Bisogna essere disposti al rischio, altrimenti non verrà fuori mai nulla di onesto. E il lavoro poco onesto non vale il tempo del lettore” E. Strout
Ed allora lo faccio. Riapprorpiarsi di spazi è difficile, io dalle esperienze che ho è difficile. Reprimono chi lo fa, ci vanno giù pesante, stroncano nuove inflorescenze. Piovono denunce, ed è una bella mossa nel mezzo di un processo con tantx compagnx imputatx. La strategia è stata fare il vuoto, creare paure nuove, poi oltre la libertà togliere l’aria, gli spazi, i nostri, ed un sogno, il nostro!
Ma detto questo non c’è da scoraggiarsi, questo mai, dentro i sogni non possono raggiungerti, niente polizia del sogno, ancora li non ci possono arrivare. Ed ho scelto proprio questo titolo perchè è una cartolina autoprodotta che m’ha inviato unx compagnx dopo l’arresto: AL PROSSIMO SOGNO! E sognare è difficile, devi preparare il sonno, ma non è impossibile, anzi tutt’altro, ed il nuovo sogno sarà bellissimo, io lo sento!! Non c’è uno spazio, ma la lupo c’è ed è questo che conta, quello che abbiamo ululato ai quattro venti, “perchè un posto non lo fanno quattro mura, lo fanno le persone”, ed io sono con voi anche nda qui. Complice e solidale a chi toglie spazi al profitto, complice e solidale a chi sia ggrega lontanx dal capitale, al fianco di chi lotta fuori e dentro, togliamogli il sonno, noi ci vedimo nel sonno.
A chi non c’era, dentro questo ed altri spazi, dico: siateci, che tanti sogni insieme sono fortissimi, inarrestabili, e lo dico da dentro una galera, fidatevi è così. Animate gli spazi, diffondete l’autogestione, siate vivx in questo sogno di libertà sconfinata, balla con lx lupx: reagisci ai tempi cupi! Vi penso strettx, e vi pe so con l’amor mio che non muore. Non si può demolire un’idea: la lupo resiste ancora.
Compagnx, al prossimo sogno.